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L'Associazione Cà Romanino

Nel 2002 per volontà di Sonia Morra, rimasta proprietaria della casa progettata da Giancarlo De Carlo, è diventata sede dell’ Associazione culturale Ca’ Romanino.

Un piccolo gruppo (cresciuto poi nel tempo) di persone legate da un comune sentire, di diversa età e provenienza, ha deciso di dar vita a un’ Associazione culturale che, giovandosi delle competenze, in campo artistico e didattico, di alcuni suoi membri e della collaborazione di docenti delle Scuole d’Arte e di Istituti universitari, come il Museo della strumentazione scientifica, si è proposta di offrire strumenti di conoscenza dell’ opera architettonica e urbanistica di De Carlo a Urbino, e di sollecitare il completamento di opere importanti come la ristrutturazione della Data, ex stalle del Duca destinata a diventare, nel Progetto Osservatorio, un prezioso strumento di valorizzazione delle risorse della città e del suo territorio.

Da allora Ca’ Romanino è diventata luogo, oltre che di accoglienza e di sosta, di incontri programmati, di scambio di idee ed elaborazione di progetti intesi a valorizzare il contributo dell’opera di De Carlo all’eccezionale patrimonio storico e artistico di Urbino.

Nel 2010 ha visto spesso riuniti quanti hanno partecipato all’ideazione e alla realizzazione del libro Ca’ Romanino. Una casa di Giancarlo De Carlo a Urbino, che l’Associazione, in occasione dei quarant’anni di vita della casa, ha deciso di dedicarle.

Condividendo infatti la preoccupazione dell’anziana proprietaria (che ne era la presidente) che la casa e il luogo possano sostenere nel futuro le spese di manutenzione necessarie alla loro conservazione, l’Associazione si è proposta (“Progetto Ca’ Romanino”) di attirare l’attenzione su questa bella architettura, più conosciuta all’estero che in patria, di persone ed enti che hanno a cuore la salvaguardia del territorio e delle sue peculiarità.
E ad essi rivolgersi per coinvolgerli in un progetto di utilizzazione della casa e del luogo che permetta a Ca’ Romanino di autofinanziarsi nel futuro.
Il libro ha suscitato grande interesse per quest’opera di De Carlo, in Italia e all’estero, nei non addetti e negli addetti ai lavori.
La sua diffusione e le presentazioni a Milano, Urbino, Genova e Venezia hanno fatto scoprire tante altre persone sparse per l’Italia e nel mondo, già collaboratori o ammiratori dell’opera architettonica e urbanistica di De Carlo, che si sono sentiti attratti dalle speciali qualità dell’ architettura e del luogo che emergono dai testi, dai disegni e dalle immagini.

Sono giunte richieste di visita anche da parte di Università straniere (americane e giapponesi); mentre docenti e studenti di facoltà italiane ( Torino, Milano, Palermo) hanno reso il libro e l’ architettura oggetto di scritti e di studio ( tesi di laurea o ricerche di dottorato).

Dall'associazione alla Fondazione

Dall’associazione alla Fondazione: un centro di documentazione delle opere di De Carlo e un laboratorio per la conoscenza e valorizzazione della cultura architettonica del Novecento.

La possibilità che abbiamo intravisto di suscitare l’interesse di un più ampio pubblico per il nostro progetto ci ha incoraggiato a fargli fare un salto di qualità : ad organizzare noi stessi, per Ca’ Romanino, quella utilizzazione per fini turistici e culturali che le garantisca i mezzi necessari al suo mantenimento, attrezzandola come luogo di soggiorni “speciali”, tappa di percorsi turistici di qualità, centro di studi e di iniziative culturali, sede di convegni e seminari. E abbiamo individuato in una “Fondazione di Partecipazione” lo strumento più adatto per raggiungere lo scopo.

La struttura aperta di questa Istituzione permette a soggetti pubblici e privati di aderirvi anche in tempi successivi alla sua costituzione, apportando sia beni materiali (quali, ad esempio, da parte della attuale proprietà della casa, il suo usufrutto trentennale) che immateriali, come attività di servizio e professionali.

Offre quindi, per le sue peculiarità strutturali, la possibilità di coinvolgere nel tempo sempre più numerosi partecipanti, col loro bagaglio di idee e competenze, e, soprattutto, di dotarsi e disporre di contributi di diversa natura, presupposto imprescindibile per il raggiungimento degli obiettivi proposti.
Per ora hanno aderito come partecipanti alla Fondazione 15 persone, che vivono tra Urbino, Roma, Pesaro e Ancona e hanno messo a disposizione le loro competenze in campo artistico, architettonico e della comunicazione.
Tutti conoscitori (per studio o collaborazione) dei cinquanta anni di lavoro di De Carlo nella città di Urbino e nel suo territorio e accomunati dal desiderio di salvaguardarne la preziosa eredità.

Ma l'apertura all'ingresso di altri, sempre nuovi partecipanti, che contraddistingue le Fondazioni di Partecipazione, favorirà sempre più il coinvolgimento, già in atto, di docenti, studiosi e operatori stranieri.

Le modalità di conservazione e riqualificazione di Ca' Romanino e dei Collegi sono già state fatte oggetto di una tesi di laurea al Politecnico di Torino.

Ma oltre a garantire la tutela delle opere di De Carlo, noi vogliamo adoperarci perchè diventino una risorsa per la politica culturale che a livello regionale ed europeo dovrebbe interessare la Città e il territorio (Urbino capitale europea della cultura).

Per Ca' Romanino infatti stiamo organizzando una utilizzazione che la faccia diventare, oltre che luogo di soggiorno temporaneo per godere del suo speciale dialogo con il paesaggio, un polo di riferimento per le attività culturali interessanti l’intero territorio urbinate ( sarà presto sede di un seminario internazionale e si prefigura che diventi un luogo di conservazione - cartacea e virtuale- di documenti e studi sui progetti e sulle opere di De Carlo a Urbino e nel territorio).
Svolgerebbe così ante litteram alcune delle funzioni più significative previste nel progetto Osservatorio della Città, elaborato da Giancarlo De Carlo nel 1998 e rimasto inattuato.