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Palazzo Ducale di Urbino

La Storia

Federico e Il Palazzo

In pochi decenni Federico, grazie alla sua abilità politica e alla sua grande cultura - era stato educato alla Ca’ Zoiosa dei Gonzaga a Mantova dal maestro umanista Vittorino da Feltre - trasformò la città da piccolo borgo medievale a uno dei fari del Rinascimento italiano.

Lo straordinario equilibrio rinascimentale del Palazzo si manifesta nella maniera più evidente nel magnifico Cortile d’onore, nel quale l’intesa cromatica della pietra chiara e del mattone scandiscono la calcolata armonia nella distribuzione degli elementi compositivi dell’opera.
L’aspetto tecnico-funzionale del Palazzo e la sua modernità possono essere particolarmente apprezzati con la visita ai sotterranei, alle cucine, alla neviera e ai servizi che mostrano l’organizzazione di una struttura in grado di ospitare un esercito di ‘famigli’ e una ricchissima corte; nel periodo di massimo splendore, infatti, quest'ultima era composta da circa 500 persone.

Nel nucleo centrale del Palazzo, accanto alle stanze private, nella zona compresa tra i due torricini, Federico fece realizzare lo splendido studiolo intarsiato, manifesto della sua cultura.
Alla sua realizzazione contribuì l’equipe fiorentina di Baccio Pontelli e la bottega di Benedetto e Giuliano da Maiano su disegni di Francesco di Giorgio Martini e di Sandro Botticelli. Piccolo 'scrigno' destinato alla meditazione, quasi il 'pensatoio' del Duca, lo studiolo veniva da lui utilizzato anche per stupire gli ospiti di maggior prestigio e per celebrare la propria condizione di Signore dell'umanesimo. A questa zona intima, espressione delle qualità e degli interessi dell’uomo rinascimentale, si affianca la raffinatezza degli appartamenti e dell’immenso Salone delle feste; questo ultimo denominato Sala del trono all’epoca dei legati papali.

I Della Rovere

Alla morte di Federico la cultura e la bellezza della corte di Urbino diventarono appannaggio del figlio Guidubaldo e della sua consorte Elisabetta Gonzaga. Con loro si estinse la dinastia dei Montefeltro che in linea femminile passò al ramo dei Della Rovere.

Fu il Duca Guidubaldo II Della Rovere, che aveva a cuore la dimora urbinate, a volere la sopraelevazione del secondo piano. Nel 1631 si estinsero anche i Della Rovere e il Ducato di Urbino entrò a far parte dello Stato della Chiesa; il Palazzo Ducale divenne allora sede dei Legati Pontifici fino all’unità d’Italia. Dal 1883 ospitò il Museo annesso all’Istituto di Belle Arti, destinato a raccogliere le opere provenienti dagli ordini religiosi soppressi dalla legge Valerio del 1861.

Nel 1912 venne istituita la Galleria Nazionale delle Marche che ancora oggi ha la sua sede all’interno del Palazzo Ducale.

(a cura di dott.ssa: Claudia Bernardini)