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Oratorio di San Giovanni

L'Oratorio

La fondazione della chiesa di San Giovanni Battista in Urbino, oratorio della Compagnia intitolata al santo Precursore, è attestata da una bolla datata 25 maggio 1365.

La chiesetta è ubicata al termine della stretta via ammattonata, al di sotto della sommità collinare sulla quale sorge la cosiddetta Fortezza Albornóz.

Nel Trecento è documentata la presenza non solo di un ospedale per accogliere gli infermi e dar ricovero ai pellegrini, dove i Confratelli svolgevano le attività assistenziali, bensì vi era congiunto anche un romitorio, che accoglieva dei penitenti come il Beato Giovanni Pelingotto (1240-1304), primo terziario francescano di Urbino, o il Beato Pietro Spagnoli, che vi spirò il 24 giugno 1415 in concetto di santità, proprio nel giorno commemorativo della Natività di San Giovanni, e nella stessa chiesa furono tumulati i suoi resti mortali, che si venerano sotto l’altar maggiore.

La via che conduce all’oratorio, lastricata di cotto, è ancora oggi una stradina silenziosa fiancheggiata da palazzetti quasi tutti contrassegnati da epigrafi, che li segnalano come dimore di uomini illustri; essa è senza sbocco e termina contro la facciata della chiesa rifinita nel 1901 in stile neogotico su disegno di Diomede Catalucci (Ferrara, 1859 – Urbino, 1943), al quale si deve anche la fontana della piazza.

Si può, quindi, ipotizzare che la chiesa fosse rimasta priva di facciata, prospetto frontale che l’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti nel primo Novecento decise di erigere a completamento dell’antico edificio medievale.
Altri importanti lavori di restauro sono stati condotti tra il 1972 e il 1977 dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle Marche, che provvide al recupero di tutto l’interno della chiesa, ripristinando l’assetto originario alterato da parecchie sovrastrutture posteriori, aggiunte col trascorrer dei secoli.

Grazie a quegli interventi di rimozione, alla pulitura e al restauro di tutte le pareti affrescate, oggi è possibile poter godere la completa lettura magnificamente illustrata dell’intero ciclo di affreschi, protetti e conservati al di sotto di un magnifico soffitto ligneo costruito a carena di nave rovesciata.

(testo di: Prof. Luciano Ceccarelli)