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Museo Diocesano Albani

Itinerario espositivo

Il nuovo allestimento del Museo Diocesano Albani prevede la collocazione delle opere provenienti dal territorio dell’Arcidiocesi di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado in un percorso articolato in alcuni spazi recentemente adibiti a sede espositiva all’interno del Palazzo Arcivescovile e alla ristrutturazione dei locali da tempo destinati a museo.

La cattedrale scrigno di opere d’arte e portatrice in sé di altissimi valori estetici e culturali, è considerata parte integrante dell’itinerario, come l’Oratorio della Grotta recentemente oggetto di recupero conservativo.

Il percorso

Il percorso del Museo è organizzato secondo la collocazione cronologica delle opere che si alterna a scelte tematiche, seguendo un principio espositivo che non è solo storico-artistico, ma anche liturgico e catechetico, nel rispetto della precisa vocazione del nuovo Museo Diocesano. Le scelte effettuate rispondono inoltre all’esigenza di raccontare la storia della collezione, rendendo visibile il nucleo originario della raccolta Albani.

La prima parte del percorso espositivo intende illustrare il rapporto del Museo con la Cattedrale attraverso opere che raccontano la storia del Duomo, nelle sue diverse fasi di costruzione e ristrutturazione, fino all’assetto attuale.
Nella seconda stanza, sono in mostra manufatti che descrivono la nascita della collezione conseguente l’attività mecenatistica della famiglia Albani, principalmente di Papa Clemente XI (1700-1721) e del nipote, Cardinale Annibale Albani (1682-1751).

La multiforme committenza degli Albani è esplicitata da oggetti significativi del gusto dei committenti, espressione della cultura dell’epoca. L’itinerario si articola attraverso opere realizzate fra il XIV al XIX sec., tra le quali tavole e tele di botteghe urbinati attive nel Rinascimento, di manieristi, di Federico Barocci e dei barocceschi, con un allestimento che privilegia la lettura iconografica e liturgica accanto all’analisi stilistica, un dialogo fra gli oggetti sacri e dipinti o sculture in cui talvolta gli stessi manufatti sono raffigurati.

In presenza di un notevole numero di arredi in argento e materiali preziosi, è stata ideata una sezione tematica che permette al fruitore di apprezzare la straordinaria abilità tecnica dei maestri orafi, cogliendo gli aspetti funzionali dell’oggetto, legati alla liturgia.

La Sacrestia Vecchia

I codici miniati del tesoro della Cattedrale sono collocati nella sacrestia vecchia, che ospita affreschi staccati provenienti da edifici cittadini, come la chiesa di S. Domenico, e dal territorio, segni dell’espressione più alta della fortunata stagione artistica del Gotico Internazionale nel Ducato di Urbino. Nello stesso contesto, sono collocati i dipinti afferenti alla cupola cinquecentesca opera del pittore michelangiolesco Battista Franco (1498-1561).

La Sacrestia Nuova

La sacrestia nuova mantiene l’originale assetto settecentesco e nelle vetrine del prezioso arredo ligneo, trovano posto alcuni dei paramenti liturgici più sontuosi appartenuti a vescovi, cardinali e papi che visitarono la Cattedrale nei secoli passati.
In questo suggestivo ambiente è presentato il leggio di Federico da Montefeltro (XV sec)., bottino di guerra durante la presa di Volterra del 1472, poi donato alla Cattedrale da Clemente XI.

I supporti didattici rispondono all’esigenza di consentire la lettura di spazi e oggetti in modo agile e consapevole da parte dl visitatore, educato alla specificità e alla ricchezza di questa collezione, secondo un’ottica che non è solamente storico-artistica, ma anche liturgico-catechetica.
L’Oratorio della Grotta assieme alla Cattedrale, parte integrante del percorso museale, suddiviso nelle quattro cappelle, costituisce luogo per l’esposizione e continuerà a svelare i segni del cammino penitenziale che accompagnava i fedeli a rivivere i luoghi della vita di Gesù.