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Museo Diocesano Albani

La Storia

Il Museo del Duomo si apre ufficialmente nel 1964 e viene denominato Albani in segno di riconoscenza verso la nobile famiglia urbinate che, oltre ad aver dato i natali a Giovan Francesco Albani (1649-1721), Papa Clemente XI al soglio pontificio dal 1700 al 1721, si era dimostrata particolarmente munifica verso la Cattedrale, contribuendo in maniera determinante ad accrescerne la collezione.

Documenti settecenteschi attestano come il “tesoro della cattedrale” fosse mostrato agli eruditi avventori, contenuto negli armadi delle sacrestie.

Il nuovo assetto museale nasce nel 1964 dalla volontà del Vescovo Mons. Anacleto Cazzaniga e del Capitolo Metropolitano di ampliare le sale destinate all’esposizione, adibendo a questo scopo alcuni ambienti del Palazzo Episcopale.

L’istituzione del Museo che presentava al pubblico opere della collezione raccolta intorno alla Cattedrale di Urbino o provenienti dai ricchi monasteri, conventi e chiese dell’Arcidiocesi, manifestava l’amore per l’arte e l’interesse per la tutela da parte della Chiesa, che, nella sua universalità, continua ad essere promotrice e garante del proprio patrimonio, specchio fedele dell’identità culturale del territorio e delle genti.

Con queste premesse e su quella prima raccolta, si attua il progetto del nuovo allestimento per il Museo Diocesano Albani voluto da S. Ecc.za Mons. Francesco Marinelli, Arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado.