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La Vecchia Sinagoga

Da un atto del 1633 del notaio Francesco Scudacchi redatto per l'erezione del ghetto degli ebrei, emergono delle indicazioni molto precise sull'ubicazione della precedente sinagoga e dei suoi due ingressi.
Quello principale, si apriva sul vicolo degli Ebrei, l'altro riservato alle donne, si affacciava su Via dei Merciari (oggi Veterani).

Il Vicolo degli Ebrei sbucava in Piazza Granda (ora Puccinotti); venne chiuso nel breve tratto iniziale, ai primi del 900 ma è ancora accessibile da Via Volta Scura.
Le vie delimitavano l'edificio della vecchia sinagoga.
Esso è a pianta quadrata ma si protende a "elle" verso Via Veterani per dare spazio all'androne e alla scala delle donne.
Dall'androne parte anche una comoda piola che scende ai sotterranei dove erano ubicati il mikwè (la vasca per il bagno purificatore) e il forno (l'ingresso al forno è ancora visibile).

Dall'ingresso principale, attraverso la loggia, si sale al primo piano ove era la sala del tempio preceduta da un ampio vestibolo e al secondo piano si trovava il matroneo.
La sala occupava in altezza due piani e prendeva luce dalle finestra ad arco che si affacciavano su Via Volta Scura e sul Vicolo degli Ebrei.

Ciò che più affascina di questo edificio, è la trecentesca facciata sul cortile. L'elegante loggia a piano terreno ha due archi a tutto sesto e al primo piano si aprivano, ancora leggibili nelle cuciture dei mattoni, tre alte finestre ad arco, e più in alto tre lunotti che davano luce al matroneo.

Nel 1633, con l'istituzione del ghetto di Urbino, gli ebrei furono costretti a lasciare le proprie case e il tempio per spostarsi nel quartiere loro imposto, dove è tutt'ora ubicata l'attuale sinagoga.

(testo tratto da: "Sinagoghe di Urbino e Storia del ghetto" di Maria Luisa Moscati Benigni, 2009)